È vivace il racconto di Marco nel circondare la giornata di Gesù di ogni tipo di persone con la loro sofferenza e la loro
speranza: «Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita
davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di
parlare, perché lo conoscevano» (Mc 1,32-34). Sì, alla presenza di Gesù il male deve tacere, deve fare spazio alla Vita Nuova
che nasce dalla ricerca del Signore della vita, dall’ascolto sincero dalle Sue Parole che sono Spirito e Vita.
Proprio perché la nostra vita su questo mondo non passa di un soffio, segnata da illusioni e dolori (cfr. Gb 7,1-7), il
Figlio di Dio è venuto a sostenerci, ad alleggerire le nostre sofferenze. Egli non solo ci prende per mano, rialzandoci e
restituendoci l’energia e la forza come alla suocera di Pietro. Non solo ci libera da ogni specie malattie, ma porta Lui stesso i
nostri dolori inchiodandoli sulla Sua Croce. Gesù ci insegna, una volta per sempre, che la sofferenza non è castigo né ostacolo,
ma é costituita dell’essere sul giogo del peccato; ma non é la fine dell’essere, anzi, nella sofferenza si può vivere la gioia dell’offerta di sé. Nella sofferenza si può trovare la gioia dell'imitare il Signore nel dare la vita perché altri abbiano la vita. Nella sofferenza è il sapore speciale di quell’annuncio di verità e vita che ci libera da ogni specie di schiavitù e ci rendi servi di tutti, come testimonia l’Apostolo Paolo (1 Cor9,16-19.22-23).
Ricercare la sofferenza sará sempre un sintomo di malattia. Ma la ricerca del Vangelo nella sofferenza sarà
sempre il vaccino per vincere ogni male: «Tutti ti cercano!». Chi ha potuto fare l’esperienza di avere veramente incontrato il
Signore puó dire come Paolo: «annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a
me se non annuncio il Vangelo!» (1Cor 9,16). E quanti hanno bisogno di questo annuncio, anche se apparentemente non lo
cercano!
sr Aparecida Da Silva